Il contributo analizza la sentenza resa dalla Corte di giustizia dell’Unione europea nel caso Bervidi, grazie alla quale viene rafforzata la protezione del lavoratore caregiver di una persona con disabilità, ampliando il raggio di operatività della direttiva 2000/78 sulla parità di trattamento in materia di occupazione. Nell’esaminare le questioni pregiudiziali sollevate innanzi alla Corte, e le rispettive risposte, l’Autrice concentra l’attenzione sia sui contenuti innovativi della pronuncia, sia sulle tecniche argomentative e interpretative utilizzate. Sotto il primo profilo, vengono messi in luce i passi avanti che la pronuncia compie rispetto al noto precedente Coleman, con riguardo all’espresso riconoscimento a favore del caregiver della tutela contro la discriminazione indiretta per associazione e con riguardo all’attribuzione in capo al datore di lavoro di un obbligo di accomodamenti ragionevoli, destinato a incidere sulle sue scelte organizzative. Sotto il secondo profilo, l’Autrice sottolinea l’interpretazione teleologica e dinamica della direttiva 2000/78 adottata dalla Corte di giustizia, che valorizza l’argomento dell’effet utile e il vincolo di interpretazione conforme rispetto agli obblighi internazionali.
The contribution analyses the judgment delivered by the Court of Justice of the European Union in the Bervidi case, which strengthens the protection of workers who are caregivers of persons with disabilities by expanding the scope of the Employment Framework Directive 2000/78. In examining the preliminary questions referred to the Court and the corresponding answers, the Author focuses both on the innovative aspects of the ruling and on the argumentative and interpretative techniques employed. From the first perspective, the article highlights the progress made in comparison with the well-known Coleman precedent, particularly with regard to the explicit recognition of protection against indirect discrimination by association for caregivers, as well as the attribution to employers of a duty to provide reasonable accommodation, which may affect organizational choices. From the second perspective, the Author underlines the teleological and dynamic interpretation of Directive 2000/78 adopted by the Court of Justice, which gives due weight to the principle of effectiveness and the requirement of consistent interpretation with international obligations.