Il saggio analizza le problematiche relative all’eccessiva restrizione dell’esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali nell’applicazione della l. 146/1990. In gran parte l’analisi si concentra su di una recente decisione del Comitato europeo dei diritti sociali che, sulla base di un reclamo di un sindacato italiano, ha rilevato nella disciplina italiana e nella sua applicazione una serie di violazioni della Carta sociale europea. Da un altro lato, anche se in misura più circoscritta, l’analisi viene estesa a una vicenda di qualche anno fa relativa a uno sciopero generale rispetto alla quale la Commissione di garanzia della legge sullo sciopero nei servizi essenziali ha adottato un provvedimento che ha suscitato varie critiche in particolare per aver “esautorato” i sindacati dal loro potere di definire che cosa sia uno sciopero.
This essay analyses the issue of excessive restrictions on the right to strike in essential public services under Law No. 146/1990. The analysis focuses primarily on a recent decision by the European Committee of Social Rights, which, based on a complaint from an Italian trade union, found a series of violations of the European Social Charter in Italian law and its implementation. On the other hand, albeit to a more limited extent, the analysis extends to an incident from a few years ago involving a general strike. In this case, the Commission for the Guarantee of the Law on Strikes in Essential Servicies adopted a measure that drew criticism, particularly for "disempowering" trade unions to define what constitutes a strike.