Liga Baltina, Emily Erickson, Terence Hogarth
Il tema delle competenze risulta centrale nell’elaborazione delle politiche dell’UE, con recenti iniziative che sottolineano la necessità di sviluppare una strategia basata sulla domanda di competenze e proiettata verso il futuro. L’iniziativa UE “Union of Skills” mira a colmare i divari identificati nel mercato del lavoro e nelle competenze attraverso investimenti sull’apprendimento permanente, sulla conservazione delle competenze e sulla loro certificazione. Documenti quali il Rapporto Draghi (2024) evidenziano come la carenza di competenze rappresenti un ostacolo per la competitività del sistema economico, sottolineando l’importanza di potenziare i meccanismi di anticipazione dei fabbisogni e di migliorare l’allineamento delle competenze con le esigenze del mercato del lavoro. Sebbene l’UE abbia tentato di affrontare tali sfide in passato, i divari persistono, e risultano ulteriormente aggravati dalle transizioni verde e digitale. Questo articolo ha l’obiettivo di analizzare il contesto storico delle politiche europee in materia, il modo in cui tali divari si sono evoluti nel tempo, e le difficoltà legate a un utilizzo efficace delle competenze.
Inoltre, esamina in modo più ampio le conseguenze dei cambiamenti demografici e delle diseguaglianze nel mercato del lavoro, evidenziando la necessità di sviluppare un approccio capace di bilanciare la domanda e l’offerta di competenze con il loro utilizzo.
Parole chiave: politica europea per le competenze, carenza di competenze, disallineamenti nel mercato del lavoro, transizione digitale, transizione verde, apprendimento permanente, capitale umano, competitività, sviluppo della forza lavoro, utilizzo delle competenze.