Roma Capitale, Italia
Preterintention constitutes the emblem of a large set of punitive instruments historically conceived to punish malicious conduct which gives rise to unwanted consequences. Through it, despite the efforts of constitutional doctrine and jurisprudence, case law still finds the way to simplifications and presumptions aimed at favoring objective responsibility. This paper aims to carry out a disenchanted examination of the most current jurisprudence to highlight the distance between possible apparently 'open-minded' affirmations of principle and the necessary culpability and effective decisum. Finally, it presents some reform proposals which, also through a separation of the compensatory outcome of the paintiff request from the necessary criminal conviction, may prove capable of better escaping the unfortunate consequences of a tradition still refractory to a full reprehensibility.
La preterintenzione costituisce l’emblema di un ampio insieme di strumenti punitivi storicamente concepiti per punire condotte dolose da cui scaturiscano conseguenze non volute. Attraverso di essa, nonostante gli sforzi della dottrina e della giurisprudenza costituzionale, il diritto vivente trova ancora la via per semplificazioni e presunzioni orientate a favorire la responsabilità obiettiva. Il presente lavoro si propone di svolgere una disincantata disamina della giurisprudenza più recente per segnalare la distanza che intercorre tra possibili affemazioni di principio apparentemente ‘aperturiste’ alla necessaria colpevolezza ed effettivo decisum. Esso reca infine alcune proposte di riforma che, anche mediante una scissione dell’esito risarcitorio della domanda delle parti civili dalla necessaria condanna penale, possa rivelarsi maggiormente capace di sfuggire agli infausti riflessi di una tradizione ancora refrattaria ad accogliere i canoni della piena rimproverabilità del fatto.