Esiste una parola che negli ultimi vent’anni ha colonizzato il vocabolario dell’urbanistica e della politica locale fino a rendersi quasi inattaccabile: rigenerazione. Chi potrebbe opporsi alla rigenerazione di una città? Eppure è proprio in quella parola, nella sua ambiguità costitutiva, che si annida uno dei meccanismi più potenti di espropriazione urbana del nostro tempo.