El ensayo examina la contribución de la fotografía al debate jurídico sobre la crisis ecológica, asumiendo como clave de lectura la oposición entre las lógicas vertical y horizontal del poder. Mediante un análisis comparado, se confrontan dos modelos de respuesta al Antropoceno: el ‘gobierno tecnológico’ de las smart cities, que proyecta sobre el ambiente la verticalidad del Estado-nación, y la ‘custodia compartida’ promovida por los movimientos por los derechos de la naturaleza, expresión de epistemologías del Sur y de una ecología social. El estudio, que parte de las reflexiones sobre los animales fotografiados por Sebastião Salgado y de la arqueología de Poverty Point, muestra cómo la fotografía no solo documenta, sino que crea nuevas relaciones entre especies, ofreciendo un marco heurístico para repensar el constitucionalismo ambiental hacia una hibridación entre instancias decisorias urgentes y una democracia ecológica horizontal.
Il saggio esamina il contributo della fotografia all’interno del dibattito giuridico sulla crisi ecologica, assumendo come chiave di lettura l'opposizione tra la logica verticale e orizzontale del potere. Attraverso un'analisi comparata, si confrontano due modelli di risposta all'Antropocene: il "governo tecnologico" delle smart cities, che proietta sull'ambiente la verticalità dello Stato-nazione, e la "custodia condivisa" promossa dai movimenti per i diritti della natura, espressione di epistemologie del Sud e di un'ecologia sociale. L'indagine, che muove dalle riflessioni sugli animali fotografati da Sebastião Salgado e dall'archeologia di Poverty Point, mostra come la fotografia non solo documenti ma crei nuovi rapporti tra specie, offrendo una cornice euristica per ripensare il costituzionalismo ambientale nella direzione di un'ibridazione tra istanze decisionali urgenti e democrazia ecologica orizzontale