Il saggio si interroga sul fondamento costituzionale del regime remediale del licenziamento nelle piccole imprese, meno favorevole rispetto a quello applicabile nelle imprese di maggiori dimensioni anche dopo la sentenza n. 118/2025 della Corte costituzionale che ha elevato il massimale dell’indennità previsto dall’art. 9, d.lgs. n. 23/2015. La compressione del diritto al pieno risarcimento dei lavoratori delle piccole imprese si configura tanto più irragionevole se confrontata con la tutela risarcitoria garantita ai lavoratori protetti dalla tutela reale. Alle anomalie e incongruenze del regime remediale vigente nel nostro ordinamento viene contrapposta la lineare prospettiva seguita dal Comitato europeo dei diritti sociali sulla base dell’art. 24 della Carta sociale europea, il cui recepimento nella legislazione nazionale per l’a. adesivo ai valori costituzionali e ai generali principi dell’ordinamento civile.
The essay questions the constitutional basis of the remedies for unlawful dismissal in small enterprises, which is less favourable than that applicable in larger ones, even after ruling no. 118/2025 of the Constitutional Court, which raised the maximum compensation cap provided for in Article 9 of Legislative Decree 23/2015. The denial of the right to full compensation for workers in small enterprises is all the more unreasonable when compared with the compensation protection guaranteed to workers protected by reinstatement. The anomalies and inconsistencies of the remedies in force in the Italian legal system are contrasted with the straightforward approach taken by the European Committee of Social Rights on the basis of Article 24 of the European Social Charter, whose transposition into national legislation would, in the author’s opinion, be consistent with constitutional values and the general principles of civil law.