The paper provides for a critical appraisal over the order rendered by the Italian Supreme Court (joint divisions), on 21 July 2025, which ruled that the Italian civil courts are competent to adjudicate over a non-contractual claim brought before the Tribunal of Rome by two environmental associations and twelve individuals against the Italian oil and gas company ENI S.p.A, and its main shareholders, seeking to hold them accountable for climate change liability (so-called « horizontal climate change litigation »). The comment argues that the above order raises three critical issues under the private international law perspective. In the first place, it challenges the transnational dimension of the claim, which rather reads like a domestic case. In the second place, the paper criticizes the reasoning of the Supreme Court in applying Articles 4 and 7(2) of Brussels I-bis regulation with the aim of determining international jurisdiction. Finally, some concerns are raised in relation to the way through which the place of the wrongful act (locus actionis) and the place of damage (locus damni), under Article 7 (2) of the Brussels I-bis regulation, have been defined by the Court vis-à-vis climate change.
Lo scritto svolge un’analisi critica dell’ordinanza delle sezioni unite della Corte di cassazione del 21 luglio 2025, che ha affermato la giurisdizione del giudice ordinario italiano rispetto a una domanda di responsabilità civile da fatto illecito, promossa dinanzi al Tribunale di Roma da due associazioni ambientaliste e dodici individui, nei confronti della società italiana ENI s.p.a. e dei suoi azionisti di maggioranza, al fine di invocarne la relativa responsabilità sul piano climatico (cd. « contenzioso climatico orizzontale »). Il contributo evidenzia tre profili di criticità dell’ordinanza dal punto di vista del diritto internazionale privato. In primo luogo, esso contesta la natura transfrontaliera della causa considerandola piuttosto come una fattispecie puramente domestica. In secondo luogo, lo scritto critica il ragionamento della Corte nell’applicazione degli articoli 4 e 7 n. 2 del regolamento Bruxelles I-bis, al fine della determinazione della competenza giurisdizionale. Infine, l’articolo svolge rilievi critici sul modo attraverso cui le Sezioni Unite hanno concretizzato il luogo della condotta lesiva (locus actionis) e il luogo del danno (locus damni), ai sensi dell’art. 7 n. 2 del regolamento, nel contesto del cambiamento climatico. Keywords: jurisdiction, Brussels I-bis, climate change litigation. Parole chiave: giurisdizione, Bruxelles I-bis, contenzioso climatico.