Aleksandra Wasielewicz
The paper discusses the Polish Supreme Court’s decision of 18 February 2025, ref. no. II CSKP 1586/22 – the continuation of the case in which the CJEU previously had the opportunity to adjudicate, i.e. Mittelbayerischer Verlag KG v. SM (judgment of 17 June 2021, C-800/19). The decision of the Polish Supreme Court addressed the issue of the scope of jurisdiction of national courts, namely, the relation between the principle of mosaic jurisdiction and the application of the centre of interests connecting factor. This case illustrates that the application of the mosaic jurisdiction alleviates the strictness of the requirements needed to establish the place of the centre of interests. The commented case concerns the violations of personality rights caused by statements that constitute a historical falsification published online. The broad protection afforded by Polish substantive law in such cases presents difficulties in relation to the jurisdictional rules of EU law. It is observed that, in the context of protecting personality rights, differences in the substantive law of Member States indirectly influence how the issue is perceived in the case law of the CJEU. Particular challenges emerge when applying infringement assessment mechanisms, used for defamation, to the protection of specific personality right
Il contributo esamina la sentenza della Corte Suprema polacca del 18 febbraio 2025, n. rif. II CSKP 1586/22. Si tratta del seguito nazionale sul caso su cui la Corte di giustizia dell’Unione europea aveva già avuto modo di pronunciarsi, ovvero Mittelbayerischer Verlag KG contro SM (sentenza del 17 giugno 2021, C-800/19). La decisione della Corte Suprema polacca ha affrontato la questione dell’ambito di competenza dei tribunali nazionali, in particolare il rapporto tra l’approccio a mosaico nella determinazione della giurisdizione e l’applicazione del criterio di collegamento del centro degli interessi della persona danneggiata. Questo caso dimostra che l’applicazione del principio attenua la severità dei requisiti necessari per stabilire il luogo del centro degli interessi. Il caso commentato riguarda le violazioni dei diritti della personalità causate da dichiarazioni che costituiscono una falsificazione storica pubblicate online. L’ampia tutela offerta dal diritto sostanziale polacco in tali casi presenta difficoltà in relazione ai titoli di giurisdizione stabiliti dal diritto dell’Unione europea. Si osserva che, nel contesto della tutela dei diritti della personalità, le differenze nel diritto sostanziale degli Stati membri influenzano indirettamente il modo in cui la questione viene percepita nella giurisprudenza della Corte. Particolari difficoltà emergono nell’applicazione dei meccanismi di valutazione della violazione, utilizzati per la diffamazione, alla tutela di specifici diritti della personalità.