Edoardo Caruso
The essay examines the administrative law aspects of the principle of fair treatment of workers in public procurement, with particular attention to the balance between labour protection, competition, and the principle of performance (risultato). In light of the corrective decree to the Public Procurement Code (Legislative Decree No. 209/2024), the analysis highlights how the new provisions combine strengthening measures with potential weaknesses within the system of safeguards established by Legislative Decree No. 36/2023. In particular, the paper explores the proceduralization of the choice of the applicable collective bargaining agreement, the verification of the equivalence of labour protections, and the regulation of the reducibility of labour costs, which is admissible only in the presence of organizational efficiencies. In its second part, the paper examines local initiatives on minimum wage aimed at introducing mandatory wage thresholds (€9 per hour) in public contracts. Framed within the perspective of the socalled strategic use of public procurement, these experiences are assessed in terms of their compatibility with constitutional principles and with the principles of equal treatment and performance. The latter is proposed as the key parameter for balancing social objectives with administrative efficiency.
Il saggio indaga i profili amministrativistici dell’equo trattamento dei lavoratori nei contratti pubblici, con particolare riguardo all’equilibrio tra tutela del lavoro, concorrenza e principio del risultato. Alla luce del decreto correttivo al Codice dei contratti pubblici (d.lgs. 209/2024), l’analisi evidenzia come le nuove disposizioni contengano elementi di rafforzamento e potenziali criticità nel sistema di garanzie delineato dal d.lgs. 36/2023. Vengono in particolare approfonditi alcuni profili relativi alla procedimentalizzazione della scelta del Ccnl, alla verifica di equivalenza delle tutele nonché alla disciplina sulla ribassabilità dei costi della manodopera, ammissibile solo in presenza di efficienze organizzative. Nella seconda parte, il contributo esamina le iniziative locali sul salario minimo volte a introdurre soglie retributive inderogabili (9 euro l’ora) negli appalti pubblici. Inquadrate tali esperienze nella prospettiva del cosiddetto utilizzo strategico del procurement pubblico, il saggio ne valuta la compatibilità con i principi costituzionali e con i principi di parità di trattamento e del risultato. Quest’ultimo è proposto come chiave di bilanciamento tra obiettivi sociali e efficienza amministrativa.