Arrondissement de Bordeaux, Francia
Working time in the French healthcare sector is a patchwork of derogations. All care and support workers, whether they work in institutions or at home, are subject to extensive and irregular working hours, with rest periods that are often inadequate, which increases the risk of accidents at work and exhaustion (tiredness). Home care and support workers are subject to these time constraints tenfold, partly because of the characteristics of the location, which corresponds to a number of private homes located in a more or less extensive geographical area, and partly because of the dual role of beneficiary/employer. The working hours of homecare workers are one of the main reasons why this professional activity is considered to be one of the most back-breaking, least qualified and least remunerated, because it remains discredited despite its ephemeral link with essential workers during the Covid pandemic, and because it is indelibly associated with gender prejudice. With one exception, adjustments to working hours are never the result of the wishes of the worker, but of imposed constraints, which create tensions with the rights of non-working time workers, whose effective legal and conventional protection comes up against two structural problems: the funding of care and the shortage of labour.
Nel settore sanitario francese, l’orario di lavoro è caratterizzato da un mosaico di deroghe. Tutti gli operatori di assistenza e cura, sia che lavorino presso enti o strutture, sia che lavorino a domicilio, sono soggetti a orari di lavoro ampi e irregolari, con periodi di riposo spesso inadeguati, il che aumenta il rischio di incidenti sul lavoro e di stanchezza. Gli assistenti familiari sono ancor più soggetti a questi vincoli di orario, in parte per le caratteristiche del luogo di lavoro, che corrisponde a un’abitazione privata, e in parte per le caratteristiche connesse al loro ruolo. L’orario di lavoro degli assistenti familiari rappresenta uno dei motivi principali per cui questa attività professionale è considerata una delle più faticose, meno qualificate e meno remunerate; ciò implica che essa rimane screditata, nonostante il suo effimero legame con i lavoratori essenziali durante la pandemia da Covid-19, e indelebilmente associata a un pregiudizio di genere. Con un’unica eccezione, gli adattamenti dell’orario di lavoro non sono mai il risultato della volontà del lavoratore, ma di vincoli imposti, che creano tensioni con i diritti dei lavoratori che non prestano la loro attività a tempo pieno, la cui effettiva protezione si scontra con due problemi strutturali: il finanziamento dell’assistenza e la carenza di manodopera.