In an important article, Enrico Berti, reports recent studies of the manuscript tradition of Metaphysics Lambda (XII) which indicate that Aristotle never characterized the Unmoved Mover simply as “act”, but only as “in act.” According to Berti, the conception of Aristotle’s God as ʻpure actʼ results from a Neoplatonic interpretation that is closer to Plotinus than to Aristotle. Berti insists that, for Aristotle, an act without a subject is impossible, and that Aristotle’s notion of act is not absolute but relative to potency, expressing an analogy that applies to subjects of very different kinds. The present article argues that Thomas Aquinas’s way of conceiving the highest principle as pure act differs sharply from the Neoplatonic way, and that Thomas’s way is not prey to Berti’s objections. Thomas’s God is not an act without a subject, and to call Him act is indeed to relate Him to being in potency.
In un importante articolo, Enrico Berti riporta recenti studi sulla tradizione manoscritta della Metafisica Lambda (XII) che indicano che Aristotele non ha mai caratterizzato il Motore Immobile semplicemente come ‘atto’, ma solo come ‘in atto’. Secondo Berti, la concezione del Dio di Aristotele come ‘atto puro’ deriva da un’interpretazione neoplatonica più vicina a Plotino che ad Aristotele. Berti insiste sul fatto che, per Aristotele, un atto senza un soggetto è impossibile e che la nozione aristotelica di atto non è assoluta ma relativa alla potenza, esprimendo un’analogia che si applica a soggetti di tipi molto diversi. Il presente articolo sostiene che il modo in cui Tommaso d’Aquino concepisce il principio supremo come atto puro differisce nettamente da quello neoplatonico e che il modo di Tommaso non è soggetto alle obiezioni di Berti. Il Dio di Tommaso non è un atto senza soggetto, e chiamarlo atto significa in realtà metterlo in relazione con l’essere in potenza.