Ferrara, Italia
Il ‘lessico' della Corte costituzionale può suggerire molto circa le direttrici assunte dalla stessa nei rapporti con le altre Corti e con il giudice comune, sullo sfondo dei diritti fondamentali. La sentenza n. 7 del 2025 — dall'epilogo apparentemente scontato, nel ricalcare gli sviluppi della più nota e risalente sentenza n. 112 del 2019 — fonda su due elementi essenziali per la delicata ‘politica' giurisdizionale della Corte, quali la ‘doppia pregiudizialità' e la ‘materia penale costituzionale'. Di qui, l'opportunità di sviluppare talune riflessioni intorno alla reale consistenza di tali nozioni — lette in sentenza nel segno del sempre più polivalente principio di proporzionalità —, la cui consistenza lessicale e semantica restituisce la più attuale immagine delle complesse dinamiche che regolano i rapporti tra giudici e Corti.
The lexicon of the Constitutional Court may suggest much about the directions adopted in its relationships with other Courts and ordinary judges against the background of fundamental rights. Judgment no. 7 of 2025 — with a seemingly predictable outcome, echoing the developments of the well-known and older Judgment no. 112 of 2019 — is based on two essential elements for the Court's delicate jurisdictional ‘policy', namely the ‘dual preliminary issue' and ‘constitutional criminal matter'. This offers an opportunity to make some appropriate reflections on the real nature of these notions — interpreted in the judgment in the light of the increasingly multifaceted principle of proportionality, — whose lexical and semantic contents provide the most current image of the complex dynamics governing the relationships between judges and Courts.