Michele Ubertone
Experts in subjects other than law are taking on an increasingly important role in contemporary legal systems. Professionals specialized in all kinds of disciplines (e.g. physicians, engineers, chemists, town planners…) are often as indispensable as lawyers for the application of many legal provisions. Traditionally, their task has been understood as confined to that of solving questions of fact. It is normal for a judge to rely on expert opinions to decide whether a certain event has taken place, but it would seem rather odd for a judge to rely on such opinions to decide whether that event has been brought about illegally, or whether it is otherwise legally relevant. The thesis I advance in this article is that, in fact, due to what Hilary Putnam has called “the division of linguistic labor,” experts are often left to decide on important questions of law, as well.
Esperti in materie diverse dal diritto stanno assumendo un ruolo sempre più importante nei sistemi giuridici contemporanei. Professionisti specializzati nelle più varie discipline (medici, ingegneri, chimici, urbanisti…) sono spesso tanto indispensabili quanto i giuristi per l’applicazione di molte disposizioni di legge. Tradizionalmente, si ritiene che il loro compito sia limitato alla soluzione di questioni di fatto. È normale che un giudice possa affidarsi all’opinione di un esperto per capire se un certo evento si sia verificato, ma sarebbe bizzarro che il giudice si affidasse ad una perizia per comprendere se tale evento debba considerarsi contrario alla legge o altrimenti rilevante dal punto di vista giuridico. La tesi proposta in questo articolo è che, in realtà, a causa di ciò che Hilary Putnam ha chiamato “divisione del lavoro linguistico”, è spesso lasciato ad esperti anche il compito di decidere su importanti questioni di diritto.