La filosofia politica di Kelsen è oggi considerata un classico del pensiero liberaldemocratico novecentesco e raramente è associata alla tradizione del realismo politico. Con essa tuttavia condivide alcuni tratti essenziali come l’elitismo, il relativismo e un approccio marcatamente descrittivo e demistificatorio allo studio dei fenomeni politici. A questi aspetti, già variamente sottolineati, occorre aggiungerne un altro che affiora nei suoi testi filosofico politici: un antropologia negativa che se da un lato lo distingue da ogni ottimismo razionalistico, e in particolare da quello di reminiscenza liberale, dall’altro giustifica l’opzione a favore del governo delle leggi contro il governo degli uomini, che, a dispetto dell’asserita distinzione tra “teoria” e “politica”, lega intimamente la filosofia politica e la teoria del diritto del giurista praghese.
Kelsen’s political philosophy is today considered a classic of twentieth century liberal democratic thought and is rarely associated with the tradition of political realism. However, they share some essential traits, such as elitism, relativism and a markedly descriptive and demystifying approach to the study of political phenomena. Along with these aspects, already underlined in various ways, it is necessary to add another that emerges in Kelsen’s philosophical-political texts. This aspect is a negative anthropology which, on the one hand, distinguishes his approach from any rationalistic optimism, and in particular from that of liberal reminiscence; and on the other hand, justifies his option in favor of the “rule of law” against the “rule of man” which, in spite of the alleged distinction between “theory” and “politics”, intimately links Kelsen’s political philosophy and legal theory.