Gli ordinamenti giuridici di civil law sono composti solo in parte da norme immediatamente riconducibili alle disposizioni formulate dal legislatore. Molto norme vengono elaborate dai giudici mediante ragionamenti che spesso includono considerazioni di tipo morale, sociale e politico. Tuttavia, la differenza tra questi due tipi di norme è controversa in letteratura. Per risolvere la questione, Riccardo Guastini distingue le “norme espresse”, che esprimono il significato di disposizioni, dalle “norme inespresse”, frutto invece dell’attività nomopoietica dei giudici. In questo saggio discuto la distinzione elaborata da Guastini e propongo una sua revisione basata su un approccio contestualista alla semantica e alla pragmatica del linguaggio giuridico.
In the civil law world, legal systems are only partially composed by norms corre-sponding to the legal provisions issued by the legislator. Many norms are elaboratedby courts by means of specific forms of reasoning, which often include moral, social,and political considerations. However, the difference between these two kinds ofnorms are controversial in the literature. To address this issue, Riccardo Guastinisuggests that legislative norms can be seen as “expressed norms”, whereas judiciallaw making brings about “unexpressed norms”. In the paper, I discuss this distinc-tion and put forward a revised version of it, based upon a contextualist approach tosemantics and pragmatics.