La Costituzione di Baiona non nasce da un autentico processo costituente, ma come strumento di conquista e controllo, intesa ad ottenere il consenso dell'élite spagnola, moderatamente riformata e a sostituire la legittimità borbonica con una nuova, di matrice napoleonica, che tuttavia attraversa la modernità giuridica. L'uso di termini come "monarchia costituzionale", "diritti", "parlamento" è funzionale a dare un'immagine liberale al nuovo regime, nella sua pratica può essere fortemente accentuato e autoritario. La Costituzione prevede cinque "giustizie" per coprire il regime napoleonico. Nel costituzionalismo napoleonico non è intesa la rappresentanza politica. I poteri del re non sono elencati nel testo costituzionale, se non nella norma che disciplina le attribuzioni degli altri organi. Tale presunzione di competenza regia si configura come un retaggio della plenitudo potestatis riconosciuta al sovrano nell'ordinamento dell'Antico Regime, intesa quale manifestazione di un potere originario, illimitato e indiviso. Infatti, non indicare i Re poteri, consentono al sovrano di conservare tutte le potestà prima possedute e non espressamente sottratte dalla Costituzione: e i Re poteri restano al di fuori della Costituzione. La posizione preminente del Re conferisce carattere ineguale all'assetto di ripartizione dei poteri dello Stato. La monarchia come "corpo" è un'immagine che sublinea il ruolo del re come centro unificatore e motore della comunità politica, sublineando l'interdipendenza delle diverse parti del regno e la sua continuità nel tempo.